Bollicine, per un San Valentino frizzante

Di Alberto Mangoni (foto di Kamran Aydinov)

Il 14 febbraio si avvicina, quale miglior modo di festeggiare se non aprire una grande bollicina?

Da soli o in dolce compagnia, come aperitivo o a tutto pasto, è sempre il momento giusto per sbocciare quella bottiglia che custodite gelosamente nella vostra cantinetta.

Per chi passerà una serata in coppia quale miglior consiglio se non coronare la festa degli innamorati con un grande Champagne?

Champagne afrodisiaco

D’altro canto, si sa, i nostri cugini d’Oltralpe maneggiano il “Metodo Classico” da più di 300 anni dando vita a uno dei prodotti più iconici al mondo.

Nonostante attualmente non esistano studi scientifici che leghino lo Champagne ad un vero e proprio effetto afrodisiaco, questo binomio è forte nell’immaginario comune. È impossibile negare che i profumi dello Champagne si sposino alla perfezione con una serata in buona compagnia. Ma da dove nasce questo credo?

Un salto nel passato…

Fin dall’antichità, in particolare dai tempi dei Greci e dei Romani, si credeva che alcuni cibi e bevande fossero afrodisiaci, ovvero che potessero accendere il desiderio, aumentare l’energia, creare la giusta atmosfera e migliorare l’atto d’amore in sé.

Furono proprio i Greci a dar a questi cibi e bevande il nome di “afrodisiaci”, da Afrodite, Dea dell’amore. Questi alimenti, infatti, se assunti con una certa regolarità, sembra che possano contribuire ad aumentare il desiderio e la libido in entrambi i sessi.

Menzione d’onore per l’abbinamento per eccellenza ostriche e champagne.

Uno sguardo in casa nostra

Ormai da anni l’Italia si è affermata a livello mondiale anche nella produzione di bollicine, dai vini frizzanti, i “Metodi Charmat” (Martinotti per il Prosecco), passando per i “Metodi Ancestrali” e concludendo con i più intriganti “Metodo Classico”.

La missione dei produttori italiani è la valorizzazione del singolo vitigno autoctono nel processo di spumantizzazione.

La maggior parte di questi prodotti arriva, ovviamente, dal nord Italia, dove si trovano le condizioni ottimali per la maturazione fenolica che questi tipi di lavorazioni richiedono, picchi di freddo più frequenti e una maggiore escursione termica, fattori che daranno l’acidità per la base spumante. Tra i nomi più importanti troviamo: Franciacorta, Trento e Prosecco DOC.

Crescita e riconoscimenti

Il Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG, ha registrato l’incredibilerisultato del 42% del totale vendite Export nel 2020, per un volume di circa 28 milioni di bottiglie.

Altro riconoscimento che dà lustro ai nostri “Metodo Classico” è la vittoria di Ferrari Trento DOC, come “Miglior produttore di bollicine” del 2019, premio riconosciuto da “The Champagne & Sparkling Wine World Championship”.

Un’Italia frizzante

Nonostante la produzione di vini spumanti si concentri al nord, sempre più piccoli produttori, in Italia lavorano con varietà autoctone.

In Toscana, per esempio, si sta spumantizzando con frequenza la varietà Vermentino in “Blancs de Blancs” (vinificazione in bianco da uve a bacca bianca) e Sangiovese in “Blancs de Noirs” (vinificazione in bianco di uve a bacca nera).

Abbiamo inoltre “Nerello Mescalese” e “Grillo” in Sicilia, il “Verdicchio” nelle Marche e “Aglianico” in Campania, che passo dopo passo stanno prendendo piede nel mercato delle bollicine italiane.

Una bolla per due

Un mondo affascinante e variegato quello che si nasconde dietro agli spumanti. Per gli amanti del vino sicuramente uno dei più intriganti, iconico durante i festeggiamenti e ottimo da degustare a tutto pasto.

Non sarà afrodisiaco scientificamente parlando, ma aprirlo col vostro lui o la vostra lei, creerà sicuramente una certa atmosfera, il primo passo per una serata coi fiocchi!

Anche perché, avete mai visto qualcuno rinunciare ad un calice di Champagne?


Rispondi