Cacciucco, un tuffo nella tradizione livornese

Di Ilaria Patacconi (foto di Anton Diaz)

Quando si sente nominare la città di Livorno non si può che pensare al piatto che ne rappresenta la tradizione, la zuppa di pesce che racconta la storia di un popolo diversificato ma unito dall’amore per questo piatto.

Un tuffo nel passato

Le origini del Cacciucco alla livornese si perdono nella notte dei tempi, ma si crede risalga addirittura al tempo dei Fenici. Non ci sono certezze neanche sull’origine del nome, ma un paio di ipotesi di distinguono dalle altre.

C’è chi crede provenga da “cachuco” (un pesce simile al Dentice), parola spagnola utilizzata per rappresentare anche il pesce in generale e chi crede invece sia un derivato del termine turcoküçük” (di piccole dimensioni) riferito alla taglia dei pesci utilizzati per la preparazione.

Qualunque sia la realtà, ad oggi se si vuole assaggiare questa prelibatezza senza offendere un livornese, dobbiamo assicurarci che venga ordinato un Cacciucco, con cinque C e non un Caciucco come spesso lo si sente chiamare.

Gli avanzi della pesca

Un’antica leggenda racconta di un pescatore che uscito in mare, venne colpito da una forte tempesta che ribaltò la sua imbarcazione e lo fece affogare. La sua famiglia rimase in miseria e senza nulla da mangiare.

I bambini affamati, andarono al porto per chiedere ai pescatori qualcosa per potersi nutrire. Ognuno di loro, mosso a compassione, regalò ciò che poteva, chi una seppia, chi una cicala, chi uno scorfano.

I piccoli tornarono a casa con tutti questi pesci diversi che la madre cucinò in una zuppa e servì su del pane abbrustolito. I vicini, attirati dal profumo proveniente dalla casa, chiesero alla donna di che piatto si trattasse. “Un Cacciucco” rispose lei che senza saperlo aveva appena dato il nome a quello che è poi diventato il piatto che rappresenta una città.

Dalla leggenda alla realtà

Nonostante esistano molteplici versioni di questo piatto, la regola alla base della sua preparazione resta l’utilizzo di avanzi e pesce “poco pregiato”.

Credo che per ogni Livornese di una certa età il Cacciucco sia un ricordo di gioventù, quando le famiglie erano numerose e la miseria era tanta. Gli uomini erano disoccupati, così le donne di casa andavano al mercato e compravano i pesci avanzati, tante cozze per riempire il piatto, e li cucinavano con succo di pomodoro per fare la scarpetta e tanto pane abbrustolito e ben agliato.

Quei ricordi sono ancora vivi nei nostri cuori, oggi il cacciucco lo propongono addirittura con gli scampi, assurdo, con la miseria che c’era gli scampi si vedevano in cartolina” racconta Fabio, livornese doc e amico di famiglia.

Un simbolo di unità

Poco più di un anno fa il Cacciucco alla livornese entra a far parte delle PAT, un traguardo importante per tutti coloro legati a ciò che rappresenta per la città di Livorno.

Il cacciucco per i vecchi livornesi vuol dire famiglia unita, ricordi di un tempo brutto, ma dove nei Rioni tutti si volevano bene. Dove tutti sapevano tutto degli altri e facevano a gara, pur nella miseria più nera, per aiutare chi aveva più bisogno.


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