Un tappeto di banane

Di Ilaria Ancona (foto di Canva)

Hai mai pensato a come, ciò che mangi, potrebbe anche essere utilizzato per inventare nuovi oggetti? A Lucerna presso l’Università di Scienze Applicate i sogni sono desideri!

La “maestra” del riciclo

Tutto è partito dalla volontà di riciclare i materiali di scarto, sfruttando al massimo le loro caratteristiche. Tra tanti prodotti, è saltata all’attenzione dei grandi artigiani,la fibra tessile di Banano.

In due anni di ricerche ed esperimenti, grazie alla collaborazione tra la designer tessile e professoressa proprio dell’università di Lucerna, Tina Moore laFondazione Gebert Rüf, questa fibra sta diventando realizzabile e molto richiesta sul mercato dell’ingegneria tessile.

Ma perché proprio il Banano?

Ogni anno in tutto il mondo vengono raccolte più di cento milioni di tonnellate di banane ma in pochi sanno che contengano fibre vegetali forti paragonabili al lino o alla iuta!

La fibra del banano, negli anni, è stata sottoposta a tentativi di lavaggio per renderla più elastica e lavorabile a mano. Questa ha caratteristiche diverse a seconda che venga ottenuta dal “fusto” o dalle parti esterne del tronco.  

Poiché queste fibre sono presenti nei “fusti” come scarto dell’agricoltura e non devono essere prodotte appositamente, ne rende doppiamente importante l’utilizzo!

Ma non solo, questo permette anche di ridurre l’impatto ambientale e ottenere da un materiale naturale dei prodotti versatili ed utilizzabili in vari settori.

I risultati? A dir poco strabilianti!

Questo materiale ha la versatilità per produrre sia tessuti per materiali “compositi” (produzione di plastica naturale rinforzata con fibre) che costituenti di capi e oggetti di arredamento (tappeti).

Questi esperimenti sono stati graditi come conferma la stessa Tina Moor: “Che si tratti di produttori di tappeti in Svizzera, specialisti di lino in Olanda e Italia o una filanda sisal in Austria, tutte le aziende erano estremamente interessate a lavorare questa fibra naturale sulle loro macchine come prova“.

Nuovo prodotto, nuova produzione?

Per attuare questa visione, sono necessari partner forti nei Paesi in cui vengono coltivate le banane, come spiega la designer: “Dovrebbero essere disposti e in grado di investire in una nuova impresa e costruire le infrastrutture appropriate sul campo” continua la Moor “Ma a questo proposito, siamo ancora nel primo step”.


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