Non è Pasqua senza il coniglietto!

Di Greta Lotti (foto di jannoon028)

Da sempre con l’avvicinarsi della Pasqua, fa spesso capolino un simpatico coniglietto che dispensa uova colorate ai bambini.

Anche i marchi di cioccolato più prestigiosi non perdono tempo e, oltre alle classiche uova (leggi qui l’articolo sulle uova di Pasqua), propongono coniglietti di cioccolato, con un piccolo campanellino al collo.

Sono moltissimi e di tantissimi gusti, fattezze e forme… I più rinomati? Forse i coniglietti d’oro della Lindt.

Ma andiamo con ordine…

Il Gold Bunny oggi è riconoscibile in tutto il mondo. Fin dalla sua nascita nel 1952, il coniglietto d’oro ha mantenuto il suo aspetto originale e unico, senza tempo.

L’unica cosa che si è evoluta nel tempo, da zebrata a leopardata a perfino floreale è la decorazione della carta che lo ricopre ma mantenendo sempre una qualità eccelsa di cioccolato preparato dalle mani esperte dei Maîtres Chocolatier.

Da dove deriva l’usanza di questo simbolo pasquale?

La questione non è affatto semplice, ci sono diverse storie riguardanti l’origine del coniglietto pasquale e nessuno sa per certo quale sia quella vera.

Alcuni credono che nasca dai riti precristiani sulla fertilità che vedevano nel coniglio e nella lepre, in quanto animali molto fertili, i simboli del rinnovamento della vita che coincideva con l’inizio della stagione primaverile.

Una seconda leggenda dice che fu Sant’Ambrogio ad indicare la lepre come simbolo di Resurrezione visto il suo manto in grado di cambiare colore a seconda delle stagioni…

La leggenda più bella

La storia più affascinante riguarda una divinità sassone associata alla Primavera di nome Eostre (o Ostara).

La leggenda racconta che, un pomeriggio di primavera, la dea Eostre, per far divertire i bambini da cui era circondata, trasformò in coniglio l’uccellino che le si era appoggiato sul braccio.

I bambini furono molto felici per questa trasformazione, non l’uccellino, che al contrario ne era rattristato. I piccoli, allora, chiesero alla Dea di ritrasformare il coniglietto in volatile ma nel frattempo, era giunto l’inverno e la Dea, esausta, non aveva più le capacità per annullare l’incantesimo.

Aspettò così il ritorno della primavera e quando Eostre riacquistò le proprie forze, ridette all’uccellino la forma originale. Per la gioia il piccolo pennuto depose delle uova colorate che regalò ai bambini e alla Dea.

Non solo di cioccolato

Il nostro caro coniglio non mancherà sulle tavole degli italiani nemmeno in versione salata. Per esempio, una celebre ricetta con radici profonde della tradizione gastronomica proprio Pasqua è il coniglio arrosto!

Una carne bianca ottima fonte di proteine che presenta un contenuto di grassi inferiore rispetto ad alcuni tagli di quella rossa.

È una buona fonte di vitamine del gruppo B, in particolare, la B12 è abbondante, una sola porzione di coniglio può arrivare a soddisfarne circa il 30% del fabbisogno giornaliero.

Insomma, che sia di cioccolato, in umido, alla cacciatora o con le patate il coniglio è uno degli attori principali di questa festività e quindi… Buona Pasqua!


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