Ciliegie o amarene?

Di Filippo Pianigiani (foto di Chiara Carciani)

Ma le amarene e le ciliegie non sono la stessa cosa? Per quanto la domanda possa sembrare sciocca agli occhi di tanta gente, non è notizia così nota da essere ritenuta scontata… Ciliegie e amarene sono spesso confuse tra loro!

In realtà è bene distinguere in modo netto queste due bacche, che presentano caratteristiche differenti ed abbastanza peculiari.

All’angolo sinistro…

Le ciliegie sono il frutto dolce tipico della stagione primaverile, contengono numerose sostanze che conferiscono importanti proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.

La loro storia è talmente antica da riportarci indietro di qualche migliaio di anni, quando intorno al 70 a.C. i Romani rivendicarono l’introduzione delle ciliegie in Europa.

Secondo Plinio il vecchio (scrittore, naturalista, filosofo e comandante romano), l’esercito del generale Lucullo avrebbe portato a Roma questo frutto dell’Asia Minore dopo la vittoria della battaglia vicino alla città di Cerasunte.

Per non parlare del loro utilizzo! Nel mondo della cucina le ciliegie trovano grande spazio con confetture, composte (leggi qui l’articolo “Marmellate e confetture… E le composte?”) e chi più ne ha più ne metta!

E all’angolo destro…

Le amarene sono un frutto delizioso, forse anche sottovalutato. Oggi sono largamente utilizzate come ingrediente nella produzione di dolci, liquori, granite, composte e persino vini come la “Ratafià o il “Cento foglie di Amarena”.

Se le amarene meritano una simile attenzione, non è soltanto per il loro sapore. Questi frutti, infatti, dovrebbero essere apprezzati anche per il loro profilo nutrizionale, in particolare per le loro proprietà antiossidanti, più alte di quelle della ciliegia.

Ci aiuta la natura

Da un punto di vista “naturalistico” e che guarda quindi alle colture, ci sono delle differenze non da poco: mentre la ciliegia è ricavata dal ciliegio, il cui nome scientifico è Prunus Avium, le amarene sono il frutto del cosiddetto Prunus Cerasus, volgarmente noto come “ciliegio aspro“.

Anche la bocca vuole la sua parte

Per quanto riguarda il palato la differenza si può già intuire dal nome: si segnala il fatto che la ciliegia (leggi qui l’articolo “Rossa come la lava, la ciliegia dell’Etna DOP”) è più grande, più dolce e più polposa, mentre l’amarena è più piccola, ha un sapore più acido ed intenso e ha anche una consistenza più soda.

E non solo!

Non ci scordiamo però che non esistono solo ciliegie e amarene, della stessafamiglia arborea” troviamo anche le marasche, con le quali si produce il famosissimo maraschino e le visciole, più amare rispetto alle ciliegie e tipiche dell’Abruzzo che sono tutte colture che fruttano nel periodo estivo. Questo per dire che la differenza, per quanto alla vista possa essere poca, nasconde nel palato una diversità incredibile di sapori e retrogusti.

Non vi resta che provare per credere, ma occhio che una tira l’altra!


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