Riscopriamo il Rombo Chiodato

Di Ilaria Ancona (foto di Chiara Carciani)

A chi non è mai capitato di soffermarsi per un attimo davanti ad un bancone di pesce appena pescato?

In qualunque supermercato che si rispetti, il bancone del pesce fresco è una vera opera d’arte. Non solo per la varietà di colori che questi mostrano ma anche per il loro aspetto.

Tendiamo di solito a scegliere il prodotto più“bello”e con “più polpa”, per soddisfare quello che è l’apporto di pesce fresco, come suggerirebbe la dieta Mediterranea che resta difficile consumare più volte a settimana.

L’IUNC lancia l’allarme

Il consumo concentrato su prodotti esteticamente allettanti elimina però la varietà e porta alcune specie al rischio di estinzione. 

Ad attirare la nostra attenzione, è l’allarme lanciato dall’IUCN (l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura)che, dal 1994, si occupa di monitorare e trovare soluzioni alle sfide ambientali, come può essere la sopravvivenza di una specie a rischio.

Ecco, che notiamo nella “Lista Rossa”italianail Rombo Chiodato. La sua bassa reperibilità desta delle preoccupazioni sia al livello commerciale che biologico.

Cause e conseguenze

Dal nome scientifico “Psetta maxima”, il Rombo Chiodato è un pesce d’acqua salata che vive nell’Oceano Atlantico orientale, dal Mar della Norvegia alle coste del Marocco fino all’interno del nostro Mar Mediterraneo.

Si distingue dagli altri rombi per i “tubercoli ossei” (piccole sporgenze simili alla pelle di struzzo) presenti sul corpo da cui deriva l’aggettivo”chiodato“.

La minima presenza di lische, la carne magra e delicata rendono questa specie molto richiesta sul mercato e l’offerta molto bassa, facendone così aumentare il prezzo di vendita fino ai 30€/kg.  

Una scelta più attenta può stravolgere la situazione

Nonostante la presenza di più di mille specie ittiche nel mondo, a tavola vengono proposte sempre le solite 4/5. Ciò, oltre a penalizzare la nostra alimentazione, svantaggia la tutela dei nostri fondali e la biodiversità. 

La cattura del Rombo Chiodato diventa “insostenibile”. Per la maggior parte arriva da una pesca professionale per la quale vengono utilizzati palangari, reti a strascico e volanti che, arrivando a toccare il fondale marino, rovinano l’habitat e l’ecosistema naturale.

L’eccessiva e continua richiesta, inoltre, determina un forte rallentamento del normale ciclo biologico (periodo di riproduzione) portando ad oggi, questa specie, in pericolo di estinzione.

Per questo, davanti a quel bancone di pesce fresco, fare una scelta derivante da una pesca sostenibile e rispettosa, contribuisce al mantenimento dei cicli naturali dell’ecosistema e anche a strizzare un occhio al nostro portafoglio.


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