Pesche di Prato PAT un’unione di bontà

Di Ilaria Ancona (foto di Chiara Carciani)

La Toscana non ci finisce mai di stupire, dal paesaggio variopinto, alle bellezze storiche, artistiche e culturali, ci preserva un’eccellenza gastronomica radicata nelle pasticcerie di Prato dal 1861.

Per chi non le conoscesse, le Pesche di Prato non sono un frutto ma un dolce di pasticceria e una delle attrazioni più gustose della città.

Un Inno all’Italia

Tutto ebbe inizio nella locanda Contrucci, in piazza del Duomo di Prato, dove l’oste servì un menù dedicato alle ricette della penisola durante la festa per l’Unità d’Italia.Colse l’occasione per presentare la sua nuova invenzione che prese poi il nome di “Pesche di Prato

Ad aver ispirato il pasticcere è stata appunto una pesca, il frutto simbolo di unione per la sua forma rotonda, intera ma in questo caso però con un piccola aggiunta golosa.

Tradizione o cambiamento?

Apparentemente semplice come dolce, è più facile a dirsi che a farsi. Si compone di due semisfere di pasta brioche immerse in una bagna al liquore con l’alchermes, ricoperte di zucchero e farcite con crema pasticcera, aggiunta in quantità sufficiente da fuoriuscire e “legare le due metà, simboleggiando l’Italia unita.

Un bocconcino di coccole che negli anni ‘50 e ‘60, fa il boom! Con i suoi colori molto accesi e contrastanti, ha conquistato le tavole di tutti gli italiani nel “cabaret delle paste” domenicali.

Purtroppo, con l’avvenire delle nuove tecniche gastronomiche e varie cucine fusion, i gusti sono cambiati, fino a lasciare questo dolce nel dimenticatoio.

Le peschine, un dolce ritorno

Oggi riconosciute come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT), devono la loro riscoperta a Paolo Sacchetti, un pasticcere innamorato dei sapori toscani che nel 1979 ha aperto la sua prima pasticceria con la moglie e, dopo lunghi anni e tanto lavoro, è riuscito a riportare le “Peschineall’attenzione del pubblico.

Il merito non è solo suo, ma anche di Dolcemente Prato, la prima manifestazione di pasticceria a livello nazionale grazie alla quale, nel 2003, presentò sugli schermi televisivi di tutto il mondo le Pesche di Prato, identificandole come un vero dolce tipico all’italiana e attirando di nuovo l’attenzione su questo dolce.

Ad oggi, le Pesche di Prato, si trovano in quasi tutte le pasticcerie toscane. La certificazione PAT, però, è riservata ai produttori delle provincie di Firenze e Prato.

La vera rivincita? “Queste pesche soddisfano desideri, anche quelli che non sapevi di avere, e ti rendono così inaspettatamente felice” – parola di Iginio Massari.


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