Senza zucchero o con dolcificante?

Di Ilaria Ancona (foto di pasja1000)

Quale alimento, se non lo zucchero, poteva rigenerare i cuori delle persone, in un momento di grande cambiamento del mondo di fine XIV secolo? L’eccessivo consumo portò però a gravi malattie, difficili da curare, come il diabete.

Fu così che due giovani chimici, Ira Remsen e Constantin Fahlberg dellaJohns Hopkins University” nel 1879 scoprirono il segreto di una vita dolce e più sana: la saccarina.

Una dolcezza che spacca!

La saccarina è stato il primodolcificante” ad essere brevettato. Dagli anni ‘60 ad oggi, la saccarina, è una delle sostanze più utilizzate dalle persone che soffrono di diabete per non far alzare i livelli di glicemia nel sangue.

Questa sostanza, però, con le nuove dietelow-carb”, ovvero a basso contenuto di zuccheri, ha iniziato ad essere un trend, giungendo così ad un aumento del consumo generale grazie alla sua caratteristica nel dare un gusto molto dolce ma con zero calorie o “sugar free”.

Tutti vogliono sapere ma pochi sanno che…

Ad oggi la saccarina è uno tra i tantissimi dolcificanti in commercio e la domanda più frequente è: quale scegliere? Per dare una risposta esaustiva, c’è da sapere alcune cose

Innanzitutto, per dolcificante si intende il potere che una sostanza ha nel dare un gusto dolce, paragonabile allo zucchero senza però essere zucchero.

I dolcificanti si riuniscono sotto il nome di “edulcoranti” che a loro volta possono essere naturali (come l’estratto della stevia, miele, sciroppo d’acero ecc.) o sintetici (estratti da elementi come l’aspartame, saccarina, ciclamato).

Non tutti gli edulcoranti hanno 0 kcal ma sono consideratilow-carbperché non superano le 4 kcal per grammo, la quantità di calorie tipiche di zuccheri e carboidrati.

Gli edulcoranti sintetici sono chiamatifinti zuccheri” perché ingannano il nostro corpo che ha bisogno di energia, con una sostanza che alla fine è priva di calorie.  Questo può comportare un aumento della sensazione di appetito rendendo difficile una dieta

Dulcis in fundo

Anche se non ci sono alcune prove che questi edulcoranti possano causare malattie alimentari gravi, sulle confezioni è riportato per legge il simbolo identificativo con il numero di riferimento (E954) e la dose massima di consumo giornaliera consigliata, in base alla potenza dolcificante che il prodotto ha (più è dolce l’alimento, minore sarà la quantità indicata di consumo).

Per capirsi, non c’è un prodottomigliore” dell’altro, senza dubbio più i prodotti sono naturali, meglio sarà per il nostro corpo e come dice il proverbiomeglio poco ma buono” è sempre la risposta giusta.


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