Color sciroppo di rosa…

Di Ilaria Patacconi (foto di Charlotte May)

Conservato in piccole bottiglie trasparenti per non nascondere quel colore rosa tenue così invitante, lo sciroppo di rosa è oggi un prodotto di nicchia valorizzato anche dal Presidio Slow Food (ottenuto nel 2004) per preservare la produzione artigianale genovese e differenziarlo dai prodotti industriali presenti sul mercato.

Una rosa per tutti… O per pochi

Non si sa perché proprio a Genova si sia sviluppata la tradizione della lavorazione dei petali di rosa, con i quali si fanno non solo lo sciroppo di rose ma anche confetti, conserve e confettura di petali, ma questa piantina è da sempre una presenza immancabile sui balconi o nei giardini delle case genovesi.

Già un testo del 1683 di Gian Domenico Peri, conosciuto come “Il negoziante”, cita “le confetture e le conserve di zucchero che si lavorano in Genova come le più eccellenti che si acconcino in alcun’altra parte del mondo”.

Oggi a distanza di oltre tre secoli, lo sciroppo è un’eccellenza che viene prodotta artigianalmente da pochi produttori in città, due su tutti: l’Antica Confetteria Pietro Romanengo (a Genova dal 1780 che ha avuto un ruolo di primo piano per le origini della confetteria genovese) e l’Antica Farmacia Sant’Anna dei Frati Carmelitani Scalzi (che lo produce dal 1700).

Chi non possedeva rose, raccoglieva i boccioli nella valle Scrivia oppure acquistava i petali sfusi dal fruttivendolo o dal fioraio. Qualche bottega di Genova li vende ancora ai pochissimi genovesi che si cimentano in sciroppi casalinghi e, a maggio, si trovano cesti pieni di petali rossi e rosa accanto a cassette di carciofi e a mazzi di asparagi, come una qualsiasi verdura o frutta di stagione.

Di generazione in generazione

Le rose da sciroppo si raccolgono da metà maggio ai primi di giugno, quando la corolla è ben aperta. Le migliori sono varietà antiche, quasi tutte selezionate tra la fine del XVIII e il XIX secolo, le rose protagoniste delle composizioni floreali dei quadri vittoriani, per intenderci.

La produzione casalinga, specie dell’entroterra ligure, è ancora un “rito” che si tramanda di madre in figlia da offrire agli ospiti in piccolissimi calici di cristallo poco più grandi dei ditali da cucito.

La ricetta dell’infuso è semplicissima: si immergono i petali è un pochino di limone in acqua già in ebollizione, si spegne il fuoco e si lascia macerare il tutto per circa 24 ore, si filtra il liquido, si “spreme” la massa dei petali rimanente e si aggiunge lo zucchero. Si riporta a ebollizione per una decina di minuti per poi versare il contenuto della pentola in piccole bottiglie di vetro.

Mille proprietà

Simbolo dell’amore da tempo immemore, non molti sanno che la rosa è una pianta dalle molte proprietà: i petali contengono vitamina C, carotene, vitamine del gruppo B, vitamina K, calcio, potassio, rame e iodio.

Ma in passato, già se ne conoscevano i benefici e lo sciroppo era usato come antinfiammatorio e diuretico, come dimostrano le parole del noto erborista francese Maurice Mességué, nel suo Il mio erbario del 1983 scrive: “L’infuso e lo sciroppo di rosa sono dei tonici fortificanti per i polmoni e svolgono un’azione tonica su tutto l’organismo: raccomando l’infuso e lo sciroppo di rose in particolar modo agli abitanti delle metropoli che sono preoccupati per le condizioni del loro apparato respiratorio, ai convalescenti e agli anziani. I bambini gracili ne trarranno un prezioso aiuto per superare certe crisi della crescita”.

Rose in festa

Come molti altri prodotti tradizionali che stavano vivendo un momento di crisi, nella Valle Scrivia (alle spalle di Genova), la produzione dello sciroppo sta riscoprendo una nuova vita con diversi produttori, per i quali è oggi un prodotto di punta vista la forte richiesta soprattutto estera, Inghilterra e Giappone in testa.

Ogni anno nel secondo week-end di giugno a Busalla, si celebra la “Festa della Rose” dove tutti gli agriturismi partecipanti propongono un menù tutto a base di rose dall’antipasto al dolce. Una festa organizzata dall’associazione Le Rose della Valle Scrivia”, creata quasi 20 anni fa da Maria Giulia Scolaro anche lei produttrice di sciroppo nella sua azienda biologica nel cuore del parco del Monte Antola.

Insomma, Damascena, Rugosa, Gallica o Muscosa centifolia (chiamata anche “chapeau de Napoléon”), scegliete la vostra preferita tra le varietà di rose e provate a fare anche voi a fare in casa questo elisir dal profumo di primavera.


Rispondi