Il cibo concettuale: quando la gastronomia incontra l’arte

Di Gianluca Marchetti (foto di designspiration)

Lilly e il Vagabondo si godono un bel piatto di spaghetti sotto le note di “dolce sognar e lasciarsi cullar“, il “cuoco” Walter White lancia una pizza sul tetto, Maurizio Cattelan ha attaccato una banana al muro con il nastro adesivo, dando vita ad un oggettoartistico” che ha diviso la critica e che è stato motivo di discussioni…

Il cibo è tra i fondamenti di tutte le culture e lo ritroviamo spesso nelle scene di film famosi, citato nei testi delle canzoni e, soprattutto negli ultimi anni, è uno dei soggetti preferiti per moltissimi fotografi.

In particolare, il fotografo Micheal Crichton è diventato famoso per immortalare il cibo in un modo abbastanza inusuale.

Molti di noi, al ristorante, si sentono dei Food Blogger postando su Instagram la foto di un branzino ben impiattato. Oppure vogliamo far vedere a tutti come siamo stati bravi ai fornelli, Crichton, al contrario delle nostre abitudini, fotografa il cibo che si distrugge, che si spezza e che fluttua nell’aria.

Qual è il significato delle fotografie di Crichton?

L’artista non si pone l’obiettivo di mostrare un piatto pronto, già assemblato, ma vuole far sì che lo spettatore possa immaginarsi un piatto che potrebbe essere creato.

Se, per esempio, vediamo un uovo che si sta rompendo e una pioggia di granelli di pepe, possiamo pensare ad una futura frittata. Il cibo concettuale, ovvero la fotografia di Crichton, vuole farci immaginare una possibile ricetta, aprendo le porte della nostra fantasia culinaria.

Ecco che il cibo non è più una cosa statica, ma diventa dinamico ed interagisce attivamente con il pensiero dell’osservatore, il quale, non può fare a meno di pensare e cercare di intuire che cosa potresti fare con quegli ingredienti.

Una delle fotografie più importanti di Crichton ha per soggetto una fetta tonda di salame, delle fette di pane, una foglia di insalata e una scia di senape: tutti questi alimenti sembrano cadere nel vuoto. Secondo voi cosa verrà fuori? Un gelato al cioccolato?

Oltre il cibo

Mangiare è un piacere per il palato, oltre che un bisogno per l’organismo. L’arte culinaria esiste (anche se a volte un po’ difficile da comprendere), la fotografia di Crichton ne è un esempio.

La cucina, oltre che farci sentire sazi, può raccontarci una storia, può giocare con i sapori e le emozioni contrastanti, può farci viaggiare in posti lontani, anche con solo la nostra mente.

Crichton, nel farci divertire a creare una ricetta tutta nostra, nella nostra testa, gioca soprattutto con un fatto molto importante alla base della nostra cultura: ovvero che il cibo ha sempre un significato.


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