Dal produttore al consumatore in un passo, con la filiera corta!

Di Filippo Pianigiani (foto di aleksandarlittlewolf)

La filiera corta (o canale corto o vendita diretta) è una filiera produttiva caratterizzata da un numero limitato di passaggi produttivi, e in particolare di intermediazioni commerciali, che possono portare anche al contatto diretto fra il produttore e il consumatore. E fin qui, tutto chiaro, ma perché negli ultimi anni stiamo spingendo così tanto verso questo settore?

Quando si definisce “corta” e quando no

L’aggettivo corta non si riferisce solo alla prossimità fisica e geografica del produttore, ma anche dalla prossimità sociale, collegata a un rapporto di fiducia e solidarietà tra produttore e consumatore, che condividono tradizioni e identità territoriali.

È particolarmente diffusa in agricoltura, soprattutto per i prodotti che non necessitano di processi di trasformazione, come il riso o quasi tutti i prodotti ortofrutticoli freschi.

Le filiere corte sono indipendenti dalla grande distribuzione e basate sulla produzione locale; al loro interno si riducono gli intermediari della catena del cibo e le distanze che il cibo stesso percorre.

Vantaggi a destra… E a manca!

La filiera corta può essere vantaggiosa sia per i consumatori, sia per i produttori, sotto molti aspetti. I consumatori possono acquistare i prodotti a prezzi trasparenti e spesso migliori rispetto a quelli del canale tradizionale, mentre i produttori riescono ad avere un’equa remunerazione dal loro lavoro evitando di incappare in spese superflue di logistica e mantenimento dei prodotti.

In più, la trasparenza e la fiducia che si crea grazie al contatto diretto e alla possibilità di controllare la merce, favoriscono un prezzo adeguato ed onesto legato alle implicazioni sociali e ambientali che si vanno a trovare, evitando quanto più possibile sovraprezzi o possibili raggiri e/o truffe.

Il caso Covid

Teniamo anche presente che dopo lo sfortunato periodo della Pandemia Covid-19 che abbiamo e stiamo ancora attraversando, sono nati nuovi settori/lavori (come gli addetti anti- contagio o gli steward di spiaggia) e molti sono cambiati.

Uno fra questi è il mercato alimentare e nel nostro caso più specifico, il modo di comprare. Secondo dati INSTAT, infatti, la percentuale di prodotti comprati grazie alla filiera corta è aumentata del 39,6%, numeri che fanno girare la testa… E anche parecchi soldi.

Un occhio al futuro

In un mondo dove la grande distribuzione e la globalizzazione spingono sempre di più verso un consumismo spietato e frenetico, noi vogliamo puntare sulla riscoperta del territorio e delle tradizioni. E quale modo fra tutti è il migliore se non quello di ricominciare a comprare usando la filiera corta?

Piccolo consiglio: la prossima volta che passate vicino ad un fruttivendolo, ad un macellaio e perché no anche ad un panettiere che tante volte, nella frenesia della giornata, avete sfiorato con lo sguardo, provate ad entrare e a riscoprire i veri sapori del territorio.

Non ve ne pentirete!


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