Orange wine, sfumature da scoprire

Di Alberto Mangoni (foto di Canva)

Gli Orange wine o bianchi macerati, sono vini che derivano dalla vinificazione di uve a bacca bianca che vengono integrate con macerazioni più o meno lunghe sulle bucce.

Questo li differenzia in maniera sostanziale dalla classica e “pulita” vinificazione in bianco e li avvicina più al processo produttivo di un vino rosso.

Il contatto con le bucce permette al vino di assimilarne antociani e polifenoli, ottenendo vini più strutturati, ricchi e longevi nel tempo.

Si distinguono da rossi, bianchi e rosati a colpo d’occhio. Il colore nel calice è ambrato, “arancione”, talvolta opalescente, le sfumature e l’intensità di questa tonalità variano in base a molti fattori, come il tempo effettivo della macerazione e la varietà di uve che si sta utilizzando.

Back to the past

Gli Orange wine sono ormai da circa dieci anni una realtà consolidata sul mercato, oltre che tra gli appassionati e, nell’ultimo periodo, è stata una tecnica di vinificazione oggetto di prove, studi ed esperimenti, dal nord al sud dello stivale, dove vignaioli tra i più disparati e con moltissime varietà diverse di uve hanno sperimentato macerazioni più o meno estreme.

Ma dove nascono questi vini?

La loro origine è antichissima, parliamo delle vere e proprie origini della viticoltura, e dell’addomesticazione della “vitis vinifera”, circa 5000 anni fa, nel Caucaso, l’attuale Georgia.

Il mosto veniva fatto fermentare a contatto con le bucce in grandi anfore di terracotta interrate, chiamate Qvevri, che raggiungevano la capienza di 1000 litri, chiuse con pietre e cera d’api.

Opinioni contrastanti

Come ogni prodotto, di qualsiasi genere che ha un exploit di tipo commerciabile e che aumenta la propria visibilità, si espone inevitabilmente a adulazione e/o aspre critiche.

C’è chi lo ama, c’è chi lo odia, gli Orange wine sono ora più che mai nell’occhio del ciclone, di appassionati e critica competente, giudizi eterogenei, che forse contribuiscono ancor di più ad aumentare la curiosità su questo vino.

Chi giudica lo stile, parlando di un vino non pulito chi lo eleva a esperienza onirica e nuova (vecchia) frontiera dell’esaltazione delle uve a bacca bianca.

Bio-orange

Innanzitutto, bisogna sottolineare un fatto, vino naturale (leggi qui l’articolo sull’argomento) e orange wine vanno mano nella mano verso un mondo di viticoltura sostenibile.

Il fatto strano è che non ci sia una vera e propria correlazione legata a disciplinare o zona di produzione, ma nella maggior parte dei casi, chi propone vini macerati è orientato verso la produzione di vini naturali.

Quando non essere né carne né pesce è un vantaggio, si ottengono grandi risultati, così questi vini in bilico tra il bianco e il rosso ci stupiscono ora come 5000 anni fa, sperando che continuino a farlo per ancora tanto tempo.

Mi raccomando, non serviteli ghiacciati, ma a circa 15°!

Alla salute!


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