Per un mondo più pulito

Di Chiara Carciani (foto di OpenClipart-Vectors)

Anche se è già passato da un po’, il 18 marzo è la giornata del riciclo, istituita dalla “Global Recycling Foundation” con lo scopo di celebrare e sensibilizzare le persone alla tema degli sprechi e alla tutela dell’ambiente.

Oggigiorno, la “sostenibilità” è fortunatamente protagonista della Mission di molte aziende, soprattutto le più avanguardiste.

Se un tempo si era concentrati soltanto alla rapida crescita economica senza considerare le conseguenze che questa avrebbe avuto sul nostro pianeta, adesso ci siamo resi conto dell’importanza dello sviluppo sostenibile”.

Quest’ultimo, oltre a progredire e a migliore la qualità di vita, limita lo sfruttamento delle risorse, favorendone la rigenerazione e la disponibilità per le generazioni a venire e mira anche al riutilizzo dei resti della produzione, diventando così una risorsa e non uno scarto da dover smaltire.

Un passato che puzza

In tempi non troppo lontani, qualsiasi rifiuto veniva depositato nelle discariche e smaltito tramite degli inceneritori, provocando l’inquinamento del suolo e dell’aria. Con il passare del tempo però ci siamo resi conto della gravità della situazione ambientale, del diffondersi dell’inquinamento e delle malattie e la necessità di un cambiamento nella gestione.

Ci siamo impegnati quindi nel riciclo e nel giusto smaltimento dei rifiutiGran parte di questi è provocata anche dalle filiere agroalimentari, gli scarti di produzione hanno un notevole impatto ambientale.

Se fino a pochi anni fa, i resti venivano considerati materiali da smaltire, al giorno d’oggi abbiamo realizzato che posso diventare un vero e proprio tesoro.

A tutto tondo

Molte aziende stanno cercando di attuare quella che viene chiamata “economia circolare”, che ha come obbiettivo quello di riutilizzare o rinnovare i propri sottoprodotti, fino a che sia possibile. Questo, oltre a contribuire alla riduzione dell’inquinamento, aumenta la competitività dell’azienda e incrementa l’occupazione.

Nei casi in cui non fosse possibile effettuare un’economia circolare all’interno dell’azienda produttrice, non è un problema! Stanno nascendo sempre più aziende specializzate nella trasformazioni di prodotti di scarto agroalimentare in materie prime.

Presto tutti gli scarti troveranno nuova vita, ma intanto, chi già si impegna a farlo, merita il riconoscimento che spesso, per un motivo o per un altro, la società mano gli riconosce.


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