In Giappone i dolci sono arte: Amezaiku, le caramelle scolpite!

Di Ilaria Patacconi (foto di Wikimedia Commons)

Giappone, terra di storie e tradizione, terra di Samurai, maestri di Sushi (leggi qui l’articolo “Dimmi chi sei e ti dirò di che Sushi hai bisogno…) e perché no, artisti, ma non solo nella concezione classica del termine…

Antiche tradizioni artigianali, collegate ad arte e cibo, tramandate di famiglia in famiglia, di padre in figlio. Oggi parleremo di “Amezaiku” ovvero l’arte di modellare e scolpire dolci e caramelle, dando loro varie forme, come animali, fiori o persone.

Mosche bianche

L’Amezaiku nacque come arte di strada in Cina nell’VIII secolo, ma si diffuse durante il periodo Heian nel Sol Levante probabilmente utilizzata per le offerte ai templi di Kyoto. Dopo la Seconda guerra mondiale ci fu un’affermazione di quest’arte, che divenne uno degli spettacoli d’intrattenimento più seguiti dell’epoca.

Dall’inizio degli anni Settanta del Novecento questa pratica sta lentamente scomparendo, a causa del progresso tecnologico e di un sempre minore interesse da parte delle nuove generazioni. Nel 2011 erano poco meno di una ventina i professionisti che ancora praticavano quest’arte.

Il trucco sta nella mano

Si tratta di una lavorazione difficile, che richiede una maestria e precisione non da tutti, specialmente avendo a che fare con un materiale come quello di cui sono fatte le caramelle odierne.

È fondamentale avere un’ottima base (solitamente un composto di sciroppo e zucchero) che deve essere riscaldata fino a raggiungere una consistenza adatta per essere modellata.

La fase della modellazione è la più complicata. L’artista ha solo pochi minuti per creare la sua opera d’arte, poiché lo sciroppo e lo zucchero cominciando a solidificarsi raffreddandosi, rende in pochissimo tempo impossibile continuare ad intagliare la caramella.

Il tutto viene fatto utilizzano piccole forbici, o, in alcuni casi, anche le sole mani praticamente a contatto con lo sciroppo inizialmente bollente, che può provocare ustioni non indifferenti alle mani dell’artista.

Tradizione e richiesta

Tra i maggiori esponenti di questa arte troviamo Shinri Tezuka, un giovane giapponese che ha scelto di far rivivere quest’arte ancestrale nel Giappone odierno e artisti più esperti, come Takahiro Mizuki, che possono arrivare ad impiegare meno di tre minuti per la realizzazione di una di queste opere d’arte.

I loro lavori sono bellissimi da vedere e, probabilmente, ottimi da mangiare, possiamo trovare dalle più tradizionali Carpe rosse, rane sgargianti e draghi ai meno tradizionali cantanti e artisti pop giapponesi.

I colori che vengono utilizzati per decorare la creazione provengono da coloranti alimentari e sono così belle che quasi ci dispiace che vengano mangiate.

Insta-art

In qualche modo l’arte dell’Amezaiku assomiglia a quella dei soffiatori di vetro: la consistenza dello sciroppo varia dal malleabile quando è caldo al cristallino quando si raffredda.

Oggi la tecnica non è più riproposta in chiave tradizionale per le strade del Giappone, poiché considerata poco igienica, ma non per questo gli artigiani sono completamente scomparsi.

Per fortuna, questa volta sono arrivati coloro che di estetica ne fanno unmust”.

Eh sì, perché è proprio grazie ai Social (Instagram in particolare) che questa particolare pratica che stava rischiando di “estinguersi” ha trovato un nuovo palcoscenico, facendo vedere al mondo intero quanto belle e buone siano le creazione dell’Amezaiku.


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