L’anima del cibo

Di Alessia D’Angelo (foto di)

Per l’essere umano il cibo è sempre stato, ed è tuttora, un elemento cardine della vita. Anche se ad oggi prestiamo più attenzione al suo lato profano piuttosto che sacro.

Ci soffermiamo sempre sulle sue caratteristiche sensoriali: se è gustoso, se è acido o dolce, se ha un bellaspetto,se il suo profumo è inebriante. Ma mai sulla sua anima.

In passato, e in alcune città ancora oggi, il cibo va oltre alla sua semplice praticità.

“Res non naturalis”

Fin dalla scoperta del fuoco, infatti, mangiare è diventato un fattore culturale, più che naturale, come sostenevano già Ippocrate e gli altri medici e filosofi antichi.Loro definivano il cibo come “res non naturalis”, ovvero come il prodotto della cultura, più che della natura.

Il motivo per cui in ogni cultura e religione ci sono specifiche condotte alimentari è che queste ci consentono di mantenere il nostro status: i cibi stessi cominciano ad assumere valori simbolici, morali e sociali.

Parlando in termini più semplici il cibo è sempre stato il simbolo cardine di grandi culture.

Questo non vuol dire tradizione, ma dare semplicemente un significato o un simbolo a quello che per noi è considerato naturale o scontato”.

Cultura e simboli

Avete mai sentito parlare del melograno considerato come un Buddha e quindi frutto sacro, o come si pensasse che la pesca potesse scacciare gli spiriti maligni in Cina?

Oppure l’affascinante storia del cocomero che in Africa era il simbolo di sopravvivenza in quanto poteva contenere un grande quantitativo dacqua che permetteva di evitare la sete durante i periodi di siccità e, per questo, veniva spesso sepolto assieme ai faraoni nell’antico Egitto?

Questi sono solo alcuni esempi di alimenti diventati un simbolo che va oltre al loro semplice utilizzo quotidiano.

L’anima del cibo

C’è chi nel mondo ha voluto rappresentare questo forte simbolismo del genere gastronomico.

Un fotografo polacco, Maciek Jasik, ha scelto di riprendere l’idea dell’importanza del cibo, mostrando il significato profondo dietro ad ogni alimento.

E come, vi starete chiedendo.

Lartista mostra tutta la forza del cibo attraverso immagini in cui l’alimento viene collegato a fumi provenienti al suo interno, rappresentando così la sua anima.

Delle immagini potenti che rappresentano la vivacità e la forza di ogni singolo alimento.

Tutto questo ci fa capire che oltre al gusto, al profumo e al suono del cibo esiste anche un mondo meno tangibile dove il cibo acquisisce un’identità spirituale.


Rispondi