Col vento di levante in poppa…

Di Ilaria Patacconi (foto di Levante Spirits)

Trasformare una passione in lavoro, specialmente se condivisa con persone di cui ti fidi e con le quali, per esempio, hai condiviso il tuo percorso di studi, è un’idea che credo in molti possano descrivere quasi come un sogno.

Quando questa idea si riesce poi a trasformarla in realtà, oltre ad essere una vittoria personale, può portare alla creazione di un’azienda di successo, nata quasi per gioco, ma che, al momento, sta navigando sulla cresta dell’onda.

Si sono conosciuti nel 2010 ad un Master universitario a Firenze, sono stati compagni di studio e diventati amici, legati dalla passione per il mondo dei distillati e con l’ambizione di, un giorno, avere un’azienda loro con prodotti di altissimo livello e con una tradizione legata al territorio.

Loro sono Enzo Brini e Fabio Mascaretti (soci fondatori), l’azienda è la Levante Spirits e i prodotti sono il Ginepraio (gin) e l’Old Sailor Coffee (liquore al caffè a base di rum), due tipologie di alcolici dalla storia unica ma con lo stesso amore e legame con il territorio di origine dei loro creatori.

BIO ad ogni passo

Ginepraio è il London Dry gin (tipologia di distillazione) 100% biologico della Levante Spirits. Cosa lo rende diverso dagli altri in commercio? In realtà molte cose, ma partiamo dalla più particolare: è l’unico al mondo con una territorialità forte, dimostrabile grazie alla tracciabilità di ogni ingrediente che lo compone, a partire dall’alcol di base, che proviene da grano tenero del Mugello, una filiera totalmente certificata dagli organismi di controllo.

Anche le sette botaniche sono tutte, toscane e biologiche, ma il vero punto di svolta è il legame al suo “Terroir”, termine solitamente legato solo al mondo del vino. Il ginepro (ingrediente fondamentale) proviene da tre diverse zone della regione, grazie ognuna delle quali acquisisce una nota distintiva e ben riconoscibile.

Dal Chianti prende le sue note balsamiche, dalla riviera Maremmana il gusto sapido e dall’alta quota della Valtiberina l’equilibrio che nel complesso gli dona un carattere unico e ben distinguibile al palato.

Cacciarsi in un ginepraio

Anche sul “packagingnulla è lasciato al caso. Perché in origine, il gin è nato come medicinale naturale, tradizione onorata dalla scelta di una bottiglia che ricorda la forma delle vecchie flebo in vetro che venivano usate dai medici per alleviare le pene dei pazienti.

L’etichetta, riporta sia la definizione dal vocabolario della parola ginepraio come “macchia di ginepri, sterpaio” che la definizione meno letterale Cacciarsi in un ginepraio”, per chi non fosse della zona, e familiare con il dialetto toscano, significa “Mettersi in una situazione problematica, intricata, difficile” un po’ la situazione in cui i due soci sapevano che si sarebbero trovati all’inizio della loro avventura.

Il gin invecchiato

Ad oggi, però, il London Dry non è l’unico gin prodotto dalla Levante Spirits. Dopo pochissimi anni dal lancio del primogenito, grazie ad un’intuizione di Enzo, che si occupa anche di un’altra azienda che produce anfore in Cocciopesto per l’invecchiamento del vino, è stato pensato di provare ad applicare lo stesso processo che conosceva per il vino al loro distillato.

Dopo una prova di due mesi di invecchiamento, il gin all’assaggio risultava delicatissimo, convincendo sia Enzo che Fabio della validità del prodotto e dando così vita al Ginepraio Amphorae Navy Strength (denominazione che indica una gradazione alcolica di almeno 57% vol.) il primo gin al mondo invecchiato per sei mesi in anfore di Cocciopesto.

Il vecchio e il mare

Quello che (forse) non in molti sanno è che il Ginepraio non sarebbe mai nato se non fosse stato per l’Old Sailor Coffee (Caffè del marinaio), un liquore a base di Rum, infusione di caffè, anice e arancia, che ricorda un po’ il classico Ponce alla livornese.

Un liquore legato alle origini di Fabio e alla tradizione marinara nella sua città natale San Benedetto del Tronto.

Ispirato dai pescatori che più di cento anni fa uscivano in mare e, per combattere il freddo, specialmente in inverno, bevevano caffè bollente con l’aggiunta di rum (di contrabbando) e varie infusioni come quella di anice. Il risultato è un digestivo diverso da quelli classici a base di erbe infuse, con un gusto forte, deciso e molto aromatico, ma che, a seconda della temperatura di servizio evidenzia note diverse e ben distinguibili.

La tradizione a cui è ispirato l’Old Sailor è ben rappresentata anche in etichetta, studiata nei minimi dettagli con uno dei maggiori esponenti del tatuaggioOld Schoolin Italia, mente la bottiglia richiama la forma di quelle di rum che venivano portate a bordo delle navi dai marinai di fine XIX secolo.

Teamwork!

T e a m (def.) “Squadra o gruppo di persone che collaborano alla medesima impresa (di carattere scientifico e intellettuale o sportivo)”. La Levante Spirits, oggi, non è formata solo dai due soci fondatori, ma per aiutarli a far diventare realtà tutte le loro idee, hanno arruolato nella loro squadra Eliza, Lucrezia e (almeno per il periodo dello stage) anche io sto avendo la fortuna di farne parte.

Di progetti per il futuro l’azienda ne ha tanti, quindi quello che posso augurare io e che il vento di Levante (da cui prende il nome) vi resti a favore e a chi avesse scoperto solo oggi questa realtà, suggerisco di assaggiare i loro prodotti ma, come dicono sempre i loro post social “Enjoy alcool responsably!”.


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