Gelato, un’iniezione di felicità!

Di Chiara Carciani (foto di Canva)

Cono o coppetta, alla crema, al cioccolato, alla fragola e persino al Parmigiano Reggiano, avete già capito che stiamo parlando del gelato, il dolce italiano più amato e famoso al mondo.

L’evoluzione del gelato

Sin dall’antichità, si hanno tracce di alimenti refrigerati. In particolare, in Sicilia, durante il Medioevo, gli Arabi idearono il “sharbat”, il comune sorbetto di oggi, mescolando sostanze fredde con sciroppi, frutti e petali di fiori.

Nel XVI secolo, Bernardo Buontalenti, incaricato dalla famiglia dei Medici nell’allestimento di un banchetto, produsse una crema fredda a base di latte, panna e uova, ma fu nel 1686 il cuoco siciliano Francesco Procopio dei Coltelli che trovò la miscela perfetta per produrre il nostro amato gelato.

Come si fa il gelato?

Dalla ricetta di Coltelli ovviamente le cose si sono evoluteDa un semplice ed unico modo siamo arrivati a produrre un’infinità di gusti e tipologie di gelato che di conseguenza prevedono l’uso di ingredienti diversi. Per quanto riguarda il gelato artigianale, possiamo distinguere le tre classi fondamentali di ingredienti costanti: liquidi, solidi e aria.

La parte liquida è responsabile della morbidezza. In essa vengono disciolti i vari ingredienti. Possono essere l’acqua, il latte nelle sue diverse tipologie (intero, scremato, parzialmente scremato) o dello sciroppo.

La parte solida è composta dagli zuccheri, i grassi e le proteine.

L’aria nella produzione del gelato è fondamentale per ottenere una struttura soffice e non eccessivamente fredda. In un gelato artigianale abitualmente ne troviamo dal 20% al 45%.

Come si riconosce il gelato di qualità?

Lo fa la materia prima! Ma non solo.

Il colore deve essere naturale e corrispondere al quello della materia prima: il gelato al pistacchio di un verde acceso non è l’esempio di una colorazione propria!

Inoltre, non deve essere troppo dolce: più zucchero è contenuto al suo interno e più si scioglierà facilmente e i sapori saranno coperti

Sembrerà un controsenso ma il gelato non deve essere troppo freddo: i cristalli di ghiaccio non devono essere percepibili, sono sinonimo di mal conservazione.

Le montagne di gelato che a volte vediamo nelle vetrine innalzarsi come edifici perfettamente stabili e studiati… Ricche di grassi idrogenati ed emulsionanti di derivazione chimica, sono un pessimo sinonimo di qualità!

Mangiare il gelato rende felici!

Estate, caldo torrido, nessuna consolazione se non un buon gelato! Nove italiani su dieci lo amano e sono felici mentre lo gustano! Scontato direte, ma adesso questo fatto ha una prova scientifica.

Uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto di Psichiatria di Londra dopo aver analizzato le reazioni nel cervello di alcune persone che stavano mangiando un gelato alla vaniglia hanno scoperto e dimostrato che basta un cucchiaio di gelato per “accendere” i centri di piacere nel cervello umano!

Che dire, godetevi il vostro gelato, senza esagerare e scegliendo sempre la qualità!


Rispondi