Viticoltura eroica, più che vino

Scopriamo una realtà fatta di sacrificio, lavoro e qualche imprevisto…

Di Alberto Mangoni (foto di Wikimedia Commons)

Cosa è la viticoltura eroica?

Con questo termine definiamo un tipo di viticoltura condotta su terreni o in condizioni impervie, tanto che lo sforzo fatto dai produttori per ricavarne il frutto è chiamato eroico”.

Ci sono, ormai da qualche anno, condizioni precise e legislate che assegnano questo aggettivo ad un processo produttivo, decise dal CERVIM (Centro di Ricerca, Studi, Salvaguardia, Coordinamento e Valorizzazione per la Viticoltura Montana), un organo internazionale dedito alla promozione e la salvaguardia della viticoltura eroica.

Le caratteristiche della viticoltura eroica sono precise, si parla di pendenza del terreno superiore a 30%, altitudine superiore ai 500 metri, sistemi viticoli su terrazze e gradoni o viticoltura delle piccole isole.

Preservare, perseverare

Non è solo di vino che si parla quando tiriamo in ballo la viticoltura eroica, la questione si fa ben più ampia.

Nel 2016 è stato approvato iltesto unico del vino” dalla Commissione Agricoltura della Camera, che permette il riconoscimento e la salvaguardia dei vigneti eroici o storici, dicendo che “Lo Stato promuove interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei vigneti delle aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico, storico e ambientale, denominati vigneti eroici o storici”.

Questo tipo di agricoltura valorizza terre e terreni difficili, esaltandone il valore e svolgendo un compito fondamentale per la salvaguardia dei suoli stessi.

Autoctono, what else?

In linea con questa idea di agricoltura, si accostano quasi sempre vitigni autoctoni, le varietà che meglio di nessun’altra riescono a valorizzare questo duro lavoro.

Ma quali sono le zoneeroichein Italia?

Piccole isole, grandi pendenze, terrazzamenti che spiovono sul mare… Condizioni diverse, ma unite da un grande sforzo

Queste zone si concentrano in Sicilia, nella celebre Pantelleria, famosa per il Moscato, in Toscana, abbiamo l’Aleatico dell’Isola d’Elba, in Liguria con i terrazzamenti delle Cinque Terre, scendendo fino in Calabria e risalendo (in tutti i sensi) per le ripide montagne Lombarde della Valtellina forte del suo “Sfursat”, il vino tipico.

Non è sempre domenica

Nonostante sia tutto estremamente romantico (ed eroico), questo tipo di scelte porta viticoltori a fare i conti con situazioni scomode.

Ogni fase della produzione e della manutenzione in vigna è fatta esclusivamente a mano, quei piccoli fazzoletti di terra non sono certo adatti a grandi macchine agricole.

Sono in generale aree di difficile gestione e, un piccolo problema, potrebbe inauguratamente danneggiare l’integrità della produzione.

Storie di donne e di uomini si nascondono dietro a una bottiglia, lavoro e visione di un territorio da valorizzare…

E per capirle davvero a pieno, non ci resta che stapparle!

Alla salute!


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