Uno scrigno di sapore: la Tajine

Di Greta Lotti (foto di Canva)

Descriverla usando la parola utensile può essere riduttivo, io la definirei uno scrigno che cuoce ed esalta la pietanza al suo interno.

Tipico souvenir per chi ha viaggiato in Marocco e vuole portare a casa un pezzo della cultura locale che ha imparato ad apprezzare le specialità che vengono cucinate al suo interno.

Si parla di lei, della “Tajine” che, oltre a regalarci piatti ricchi di sapore, è anche una pentola che porta con sé la storia e il racconto di un popolo.

Uno scrigno di storia

L’origine del nome “Tajine” deriva dalla lingua usata dai popoli dei Paesi del Nord Africa, per poi passare di popolo in popolo e subire delle variazioni con in influenze arabeggianti. Già da questo passaggio, ci fa capire che la “Tajine” ha una storia radicata negli anni, ma che ha origine in Marocco.

Ci sono due chiavi di lettura del termine “Tajine”, uno si riferisce alla pentola in terracotta adatta alla preparazione di vari tipi di pietanze, rivelandosi perfetta per piatti che richiedono lunghi tempi di cottura, l’altra è che “Tajine” sia la parola usata per indicare le ricette preparate con questo strumento, motivo per cui si sentirà dire “Tajine” di pollo, di agnello o di verdure, a seconda della pietanza che ci viene preparata.

Com’è fatta?

La “Tajine” si presenta con un aspetto davvero particolare: composto da due parti, un piatto basso e un coperchio a cono, che insieme ricreano una condizione specifica durante la cottura, caratteristica che la rende inconfondibile.

Nel dettaglio, il coperchio “sigilla” il piatto alla base e permette di trattenere tutti i vapori degli ingredienti, di far cadere queste goccioline ricche di sapore dei cibi in cottura che li faranno restare morbidi trattenendo all’interno tutti gli aromi e i profumi. Alcuni la definiscono semplicemente una pentola a pressione di altri tempi.

Istruzioni per l’uso

È semplice sbagliare quando non si è abituati ad utilizzare questo strumento per la cottura, quindi ecco a voi alcuni suggerimenti.

La prima cosa da ricordare è di evitare di mettere troppi alimenti nel piatto, che non permetterebbero di far circolare adeguatamente il vapore e farlo arrivare in tutti i punti del recipiente, finendo per ottenere una cottura non omogenea con alimenti, o troppo, o troppo poco cotti.

Disporre gli ingredienti con ordine e criterio: il processo di cottura avviene dalla parte interna verso quella esterna, dobbiamo fare attenzione!  Al centro, vanno posizionati gli ingredienti con una cottura più lunga, e via via attorno, disporre quegli ingredienti che necessitano una cottura minore.  

Mai dimenticare di controllare l’acqua ed aggiungerne se necessario un po’ per creare la giusta umidità, dobbiamo assicurarci di lasciare un po’ di liquido nel piatto

Tajine=convivialità

Anche il servizio e il consumo del piatto assume un significato particolare. Le ricette della “Tajine” creano convivialità, sono adatte ai pranzi numerosi, seduti tutti a tavola intorno a questo piatto. All’alzata del coperchio tutti pronti con una fetta di pane che fa da posata.

E che sia di pesce, di carne o di verdure, la “Tajine” è servita!


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