Kombucha: la bevanda fermentata elisir di lunga vita

Di Ilaria Patacconi (foto di freepik)

Si ottiene dalla fermentazione di tè zuccherato, è senza glutine e ricchissimo di proprietà benefiche per il nostro organismo caratteristiche che lo rendono il perfetto candidato per diventare una delle bevande più in voga nei prossimi anni.

Il Kombucha è una bevanda che rientra nella famiglia di tutti quegli alimenti fermentati come la birra, lo yogurt, il tempeh e i più famosi crauti.

Negli Stati Uniti il Kombucha è già diffusissimo e pian piano si sta facendosi largo anche in Europa (Inghilterra per prima) e in Italia.

Lo SCOBY del Kombucha

Questa bevanda ha una lunghissima tradizione alle spalle, viene bevuta da oltre duemila anni in Oriente, e oggi sta diventando famosa anche nel mondo occidentale perché ricchissima di benefici e proprietà, una bevanda ricercatissima in molte nazioni.

Una “bevanda viva”, funzionale, leggermente frizzante, con pochi zuccheri e ricca di proprietà benefiche che si ottiene dalla fermentazione di tè zuccherato attraverso lo “SCOBY” (Symbiotic Culture of Bacteria and Yeast), una particolare coltura di batteri e lieviti selezionati.

Il Kombucha è infatti un concentrato di batteri in grado di rafforzare la nostra flora intestinale, antibatterica, antiossidante, energizzante, depurativa e alcuni sostengono addirittura che migliori l’umore.

Fermentato è meglio che non

I cibi fermentati e le bevande fermentate sono generalmente noti per le proprie proprietà benefiche, ma perché?

Il processo di fermentazione esiste da quanto esiste la vita sulla terra, si tratta dello stesso processo che l’ecosistema in cui viviamo utilizza per digerirela materia organica “complessa” in singole molecole.

Per capire quanto i cibi e le bevande fermentate come il Kombucha siano utili al nostro organismo, basta pensare a milioni di microrganismi che svolgono il compito di digerire quello che mangiamo ogni giorno, rompendo legami chimi complessi tra le molecole, in legami semplici, liberando vitamine, minerali e altri nutrienti più facilmente assimilabili dal nostro corpo.

Esattamente come succede per birra e vino, i lieviti contenuti nello “SCOBY” consumano lo zucchero che viene aggiunto al tè producendo anidride carbonica e alcol, in una percentuale minima, che solitamente non arriva neanche all’1%.

Un bambino che assaggia il limone

Uno degli aspetti che incuriosisce maggiormente le persone che si avvicinano a questo mondo è cercare di capire che sapore ha il Kombucha, prima ancora di assaggiarlo.

Nonostante si tratti di un tè fermentato (nero, verde, giallo, rosso, bianco, tutti i tipi di tè vanno bene come base), il Kombucha non sa di tè, o per lo meno, il tè non è il sapore predominante al palato.

Un sapore frizzantino, leggermente acidulo, nelle varianti non troppo aromatizzate ricordano il sidro di mele, alcuni lo paragonano addirittura al prosecco e allo champagne.

Il sapore del Kombucha cambia molto a seconda dei giorni di fermentazione, del tipo di tè utilizzato e dalle aromatizzazioni. Normalmente è una bevanda piacevole dal gusto rinfrescante.

Arriva il verdetto scientifico

In un’intervista su Wired, il Professor Cavalieri, docente di Microbiologia all’Università di Firenze ha parlato di ciò che è emerso dagli studi su questa bevanda, e parla di una serie di proprietà del Kombucha e benefici provati scientificamente.

Principalmente per ora si parla di tre proprietà: antiossidante, legata alle sostanze contenute nel tè, come i polifenoli, antibatterica, grazie alla presenza dei batteri che contrastano e proteggono la bevanda da patogeni esterni e antifungina.

Il Dott. Cavalieri, ci tiene però a precisare che non stiamo parlando di un farmaco, ma le prove scientifiche sono abbastanza robuste per affermare che i suoi effetti esistano.

Queste proprietà del Kombucha vengono confermate anche da altri studi effettuati in vitreo e su animali che vantano anche altri benefici a questa squisita bevanda a base di tè fermentato.

E voi, conoscevate il Kombucha ed i suoi benefici per la nostra salute?


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