La Pinsa Romana: va giù che è una meraviglia!

Di Tommaso Morini (foto di Canva)

Oggi andremo alla scoperta di un prodotto gastronomico molto interessante, la Pinsa Romana, un prodotto innovativo che ha una storia recente, caratterizzata da gusto, morbidezza e intrecci tra storiaE marketing!

Un mix interessante, che rende questo piatto un prodotto inimitabile e ben riconoscibile, tanto quanto gustoso!

Che cos’è la Pinsa?

La Pinsa è una particolare schiacciata, o focaccia, che deve il suo nome al verbo latino “pinsere”, cioè “allungare, schiacciare”, che identifica la sua forma allungata e schiacciata.

La Pinsa nasce da un’idea del pizzaiolo romano, Corrado di Marco nel 2001, che desiderava realizzare un prodotto distinguibile da quelli tradizionali per rimanere al passo coi tempi, sempre caratterizzato dall’attenzione alla salute e l’alta qualità.

Coniugando gli insegnamenti del nonno sulle antiche tecniche di panificazione, con la moderna ricerca scientifica sui fattori dietetici, Di Marco è riuscito a dar vita a questo piatto innovativo che negli anni ha aumentato sempre di più la sua popolarità, tanto da contare a oggi più di 7000 pinserie dedicate alla sua produzione.

A dare ulteriore prestigio al prodotto, è stato creato il marchio Originale Pinsa Romana che ne tutela l’autenticità e controlla i processi di filiera e le materie prime.

Un po’ di storia… Recente!

Dentro alla storia della Pinsa si nasconde anche un curioso aneddoto che ci riporta ai tempi dei Romani. Sin dalla sua invenzione, si dice che la Pinsa fosse citata nell’Eneide di Virgilio come il piatto servito all’eroe troiano Enea per rifocillarlo: “Cerere e violare con mani e mascelle audaci il piatto della focaccia fatale né risparmiare le larghe focacce: “Ahi, mangiamo anche le mense?”

La Pinsa (qui denominata per assonanza “mensa”) dunque, sarebbe un piatto romano semplicemente riportato alla luce? Sì e no.

Come dichiarato da Corrado Di Marco in un’intervista, l’origine antica della Pinsa sarebbe stata solo una mossa pubblicitaria, autoalimentata nel tempo da diverse testate digitali, per promuovere il nuovo prodotto che trarrebbe sì ispirazione dalle focacce romane, ma che nulla ha di familiare con le “mense” citate nel poema di Virgilio.

Una bella mossa quindi, che fa sorridere e che ha permesso alla Pinsa di superare la diffidenza iniziale che sempre si forma quando si ha a che fare con prodotti innovativi.

Come viene preparata la Pinsa?

La Pinsa basa la sua preparazione sull’utilizzo dellapasta madre”, di frumento essiccato, come indicato nella ricetta originale.

In più, viene utilizzato un mix di farine di frumento, soia e riso. La presenza della farina di riso nell’impasto è molto importante perché fa sì che, durante la cottura, l’umidità venga trattenuta, così da ottenere all’interno una consistenza morbida e all’esterno una consistenza croccante, il tutto senza la necessità dell’aggiunta di grassi.

Inoltre, la lievitazione, che arriva fino a 48 ore, permette l’ottenimento di un prodotto altamente digeribile, sano e gustoso. Questo perché la lunga lievitazione favorisce la scomposizione degli zuccheri complessi in zuccheri semplici, rendendo la vita facile al nostro stomaco che così può digerirli più facilmente.

Tutti questi aspetti differenziano marcatamente la Pinsa dalla pizza tradizionale, che ha un tempo di lievitazione più corto, con conseguente presenza di zuccheri complessi e un più alto contenuto di grassi.

Non resta che invitarvi, se non l’avete mai provata, ad assaggiare una Pinsa, magari farcita con i vostri condimenti preferiti, senza dubbio, ne rimarrete soddisfatti!


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