Ice wine, cuori freddi, vini dolci

Un’ eccellenza enoica a dir poco eroica

Di Alberto Mangoni (foto di Canva)

Gli “Ice wine” o meglio “eis wine” (poiché di origine tedesca), sono compresi nella categoria dei vini dolci, frutto di una delle tecniche enologiche più complicate, ma ci regalano prodotti incredibili, scopriamoli meglio.

Come nascono?

Si dice che le sue radici siano antichissime e di origine romana, grazie agli scritti di Plinio il Vecchio (23-79 d.C.) scrittore e comandante romano, possiamo identificare la vendemmia di alcune uve nel periodo analogo ai primi ghiacci invernali.

Nonostante questi ritrovamenti, la documentazione del primo veroIce wine” risale al 1794, prodotto in Germania, nazione ancora oggi tra i grandi di questo piccolo mercato.

Una scoperta casuale, frutto di una vendemmia non all’altezza, che ha fatto sì che i frutti venissero lasciati in vigna “abbandonati” oltre tempo e che gli acini si congelassero sulla pianta nei mesi più freddi. Provarono comunque a vinificare queste uve ghiacciate ed il resto è rimasto nella storia.

Come viene prodotto oggi?

Nonostante l’avanzare delle tecnologie, la loro produzione rimane estremamente difficoltosa con rese che si aggirano dal 5% al 15% rispetto ad una normale vendemmia.

Gli acini vengono lasciati in vigna fino a gennaio, durante tutto il processo, dalla raccolta alla pigiatura, le uve non devono mai essere superata la temperatura massima di 7°C, così da ottenere un mosto povero in acqua e ricco in zuccheri.

Tutto questo comporta una precisione maniacale nella gestione di cantina e in campo, le accortezze non sono mai abbastanza e le insidie son dietro l’angolo.

In vigna vengono utilizzati teli per evitare che uccelli o altri animali mangino il raccolto e per la cantina vengono installati controlli remoti per controllare le temperature di fermentazione.

Le fermentazioni durano molti giorni, vengono fatte partire con lieviti selezionati, dopo di che il vino affina in acciaio o in botti di rovere.

Dove possiamo trovarli?

Ovviamente per far sì che si creino queste ricercate condizioni abbiamo bisogno di “terroir” e Paesi specifici, freddo costante, meglio ancora se supportato da discrete altitudini, i maggiori produttori nel mondo sono Germania e Austria, seguiti dagli Stati Uniti che piazzano gli “Ice wine” col 5% della produzione vinicola nazionale, un dato incredibile.

Le varietà più utilizzate per questi vini sono lo Chardonnay, il Riesling e il Vidal, a bacca bianca, ma viene utilizzato anche il Cabernet Franc come uva a bacca rossa.

Caratteristiche organolettiche

Le sensazioni organolettiche degli “Ice wine” sono sorprendenti e cambiano a seconda del vitigno utilizzato e della zona di produzione, con profumi delicati, frutta esotica, gusto dolce ma non stucchevole con il giusto livello di acidità. Quello prodotto con vitigni a bacca rossa hanno caratteristiche che richiamano la confettura di frutti di bosco, lampone e fragola.

Ad esempio, da uve Gewürztraminer, si noteranno spiccate note di frutta esotica e floreale da Riesling invece gli aspetti più particolari saranno la sua mineralità e la sua spiccata acidità.

Il costo degli Ice wineriflette la loro incredibile laboriosità e tutte le difficoltà che i produttori incontrano durante il loro percorso non aspettiamoci quindi di poter trovare questi prodotti ad un prezzo commerciale”.

Detto questo, adesso non rimane che provarlo e perché no, pensarlo come regalo originale andando incontro alle feste.

Non mi rimane che dirvi… Alla salute!


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